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 Crisi economica e prezzi dei nostri fornitori

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Gabridono
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MessaggioTitolo: Crisi economica e prezzi dei nostri fornitori   Mar Lug 10 2012, 06:58

Faccio un copia e incolla di questa mail e della risposta. Non perdetevi d'animo e leggetela, questo sta diventando un argomento di discussione forte e sarebbe bello che ognuno si esprimesse.

Salve,
no non ci cancelliamo, non preoccupatevi..Visto che G. ha fatto qualche mail fa un  riassunto della situazione vorremmo  sottoporvi anche alcune riflessioni, osservazioni e proposte del nostro Gas(Dottolo) su Agrikulturae, esperienza che speriamo possa continuare, perché noi la consideriamo molto positiva. Gli incontri e i dibattiti e Agriteatro sono stati momenti importanti e chi di noi è potuto intervenire è rimasto molto soddisfatto di queste proposte.
Dunque, durante i nostri incontri abbiamo fatto un po' il punto della situazione su Agr. e  sono state espresse alcune considerazioni pratiche che giriamo al gruppo, sperando che possano essere considerate come contributi al dibattito.

1. ogni produttore dovrebbe esporre i prezzi dei propri prodotti, alcuni lo fanno altri no,sarebbe bene che tutti si uniformassero.

2. i prezzi, tema caldo: alcune persone sono venute alle prime edizioni, hanno acquistato ma poi non sono tornate per i prezzi che ritengono troppo alti. Altri commenti sono stati positivi sulla qualità ma perplessi sui prezzi, per cui si torna per sostenere il mercatino ma non si compra quanto si vorrebbe.La crisi, purtroppo, batte duro. Nel nostro gruppo ci sono cassintegrati, pensionati al minimo che per mantenere una vita dignitosa devono trovare altri lavoretti, dipendenti di cooperative con la prospettiva della precarietà, altri pensionati e dipendenti pubblici che per ora reggono ma che vedono di anno in anno diminuire gli stipendi. E' una situazione di cui spero teniate conto, perché purtroppo questo piccolo microcosmo è campione di una situazione generalizzata: la volontà di sostenere i produttori c'è, non abbiamo formato un Gas per moda o solo per una spesa alternativa al supermercato, crediamo nella giusta strada della garanzia partecipata con quello che ne consegue, un rapporto non solo di fiducia ma anche solidale.
3. Per cercare di invogliare gassisti (oltre che con le proposte che diceva Gianluca)  e avventori che capitano in biblio per altre cose (libri e fontanello) è possibile pensare a delle "promozioni" (scusate non ci viene altra parola...)? Per esempio quando la produzione di certi ortaggi è abbondante, fare  l'edizione della zucchina con lo sconto o quella dell'assaggio del carciofo. Non si tratta certo di regalare ma di individuare due o tre prodotti da "lanciare" ad un prezzo più abbordabile, oppure prevedere dei piccoli assaggi. In questo modo, forse, si può invogliare le persone a provare e quindi a ritornare, cercando di aiutare a riflettere sull'importanza della qualità, per la quale si può spendere qualcosa in più...BiblioteCaNova si trova nel Q4, quartiere popolare che non è il Centro della Fierucola. Il sabato mattina c'è la concorrenza del mercato dell'Isolotto dove la maggior parte dei prodotti (s)venduti viene da Novoli...:-(, bisogna per forza puntare sulla qualità e sulla bontà dei prodotti, ottenuti con metodi naturali e rispettosi.
4. il moltiplicarsi di questi mercatini da una parte può essere un buon segnale ma allora occorre mettersi d'accordo, altrimenti si rischia di disperdere l'interesse. Crediamo che Agrikulturae abbia una marcia in più rispetto all'offerta presente nel Quartiere (insieme a  CamBio spesa,  progetto che permette una buona integrazione fra le due iniziative...) e debba rafforzarsi. Il sostegno dei circoli è una buona cosa, speriamo vada in porto!.

Questo è quanto, per ora. Grazie per l'attenzione e appuntamento con Agricool!

R. (ho cancellato il nome, questa è un'area pubblica!)
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Gabridono
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MessaggioTitolo: Re: Crisi economica e prezzi dei nostri fornitori   Mar Lug 10 2012, 06:59

Risposta di un gasista

buonasera r.
concordo pienamente con quanto dici: al proposito ti dico  che il "problema" del prezzo in rapporto al tipo di quartiere dove si svolge Agrikulturae è un tema caldo da tempo anche nell'ambito dl gruppo degli "organizzatori" di Agrikult; tanto che è stato deciso di dedicare una prima data del mercato (da settembre in poi) prezzo trasparente (per capire e far capire perché un certo prodotto costa una certa cifra e - se prodotto in un certo mnodo - non può costare come alla coop) ed una seconda ai bilanci di giustizia (per valutare in modo critico il nostro bilancio familiare e capire come ottimizzare le nostre spese).
ciao ad Agricool

R. (un altro, non lo stesso...)
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MessaggioTitolo: Re: Crisi economica e prezzi dei nostri fornitori   Mar Lug 10 2012, 07:02

Risposta di un produttore

ciao R. e ciao a tutti,
solo oggi ho letto la posta degli ultimi giorni e provo a rispondere subito con alcuni pensieri che in questi giorni mi girano per la testa (sarà il caldo?).
Mi ha fatto molto piacere leggere quello che hai scritto , sia gli argomenti sui quali vi interrogate all'interno del vostro gas che quello che proponete
per fare un pò di chiarezza .
Mi piace molto che riteniate utile il parlare insieme di quello che la cosiddetta "crisi" ci mette con prepotenza all'ordine del giorno .
 
I problemi legati alla formazione dei prezzi dei prodotti agricoli meritano un'analisi molto seria che penso sia necessario realizzare insieme .
 
Come prima cosa penso sia importante sgombrare il campo da una naturale diffidenza reciproca.
Questa diffidenza forse non è poi così naturale in quanto è stata  abilmente costruita dai sistemi di vendita finalizzati ad aumentare i consumi e quindi i profitti di pochi a discapito di tutti gli altri.
La frattura che negli ultimi decenni si è sempre più approfondita fra il mondo della produzione e i "consumatori" ( non trovo un sinonimo più azzeccato , parla da solo ! pensateci un attimo CONSUMATORE)
é il frutto di abili manovre realizzate a colpi di leggi e regolamenti dai nostri politici che comportandosi come una vera e propria casta hanno pensato solo ad arricchire la propria famiglia , il proprio clan...  . 
Per quanto riguarda l'agricoltura la questione non è diversa agli altri settori dell'economia, questi signori  sono stati sì eletti dal popolo ma si sono rivelati sempre meno capaci di rappresentarlo nel portare avanti le istanze che ne tutelavano i diritti .
 
 
 
L'inverno scorso mi è capitato di essere chiamato da un'associazione a fare un'intervento in una scuola elementare su "cos'è l'agricoltura biologica".
E' stata per me un'esperienza molto divertente e stimolante , mi sono trovatato davanti un centinaio di occhietti vispi che mi ascoltavano con sincero interesse e voglia di partecipare .
Una cosa che mi è rimasta impressa è che questi bambini che apparentemente sono innocenti e puri hanno già alla loro tenera età assorbito dalla società che li circonda la convinzione che l'agricoltore è un povero cristo che deve combattere una lotta all'ultimo sangue con la natura ,che tenta in tutti i modi di impedirglielo , per riuscire ad ottenere qualche prodotto da vendere per fare un pò di soldi  il quale ,fra l'altro ,non ha niente a che vedere con quello che c'è sugli scaffali del supermercato.
 
Qualche mese fa sono stato una mattina all'alba al Mercafir (il mercato ortofrutticolo di Novoli) , stavo facendo un favore ad un'amica che riceveva un suo pancale di arance spedito dalla Sicilia con un corriere che per praticità (risparmio ) consegnava lì.
Mentre caricavo le arance sul mio furgone ho visto capannoni enormi pieni di verdure e frutta  provenienti da ogni posto , dal sud Italia , dalla Spagna dall'Olanda  e anche dall'america Latina e dall'Africa.Ho visto camion enormi che arrivavano e camioncini che ripartivano e cosa che non mi sarei mai aspettato ho visto quantità industriali (tonnellate) di prodotti andare nei compattatori destinati alle discariche o ai centri di compostaggio.Ho chiesto ad alcuni operai che lavoravano li e mi hanno detto che è normale che quando di qualcosa c'è sovraproduzione si abbassa il prezzo fino certi limiti poi quando il prodotto (ancora buono) non è più in grado di passare altri giorni nelle celle frigo dei dettaglianti e nei frigoriferi domestici la cosa più normale e conseguente è buttarlo, che comunque la parte commercializzata è sufficiente a pagare anche quello.
 
Sabato scorso mi ha colpito una notizia che ho letto su un giornale : La protesta di 40 braccianti marocchini che non riescono ad ottenere il loro già magrissimo salario (1 euro all'ora) e ora rischiano l'espulsione.Questo non accade nel casertano o in Sicilia  ma nella piemontese Valle Scrivia , nell'azienda orticola più importante del tortonese.Lì si lavora dalle 6 del mattino fino alle 14 e poi dalle 15 alle 21 , festivi compresi, senza un giorno di riposo per meno di 15 euro al giorno.Alcuni braccianti sono stati ricoverati all'ospedale di Tortona per problemi derivati da malnutrimento e disidratazione.Per la cronaca alla protesta che è stata quella di bloccare una strada di accesso all'azienda ad un camion che doveva caricare fiori di zucca e zucchini i carabinieri di Castelnuovo Scrivia hanno risposto denunciando alla procura di Tortona 7 cittadini italiani fra cui alcuni sindacalisti e 28 extracomunitari per violenza privata e arbitraria invasione e occupazione del suolo pubblico .
 
E' questo il cibo che vogliamo sulla nostra tavola? Io credo proprio di no!
E' questo che chiamiano sviluppo , benessere? io credo proprio di no!
 
Su uno di quei giornaletti che la coop chiama INFORMATORE e spedisce nelle case dei propri soci qualche mese fa mi è capitato di leggere un'articolo con parvenza di divulgazione scientifica che parlava delle terribili micotossine che si possono sviluppare negli alimenti conservati con tutta la descrizione delle tremende  malattie che possono originare.
La conclusione era che è opportuno fidarsi solo ed esclusivamente del prodotto industriale in quanto solo la grande azienda agroalimentare è in grado di offrire "sicurezza".
 
 
 
 
Come vedete la materia è complessa e io non sono certo bravo ad esporre le idee in modo cooerente .
 
A me interessa , dalla mia attività , ricavare la soddisfazione di gestire quel pezzo di terra che curo personalmente  in modo da lasciarlo migliore di come l'ho preso.
Voglio disporre del mio tempo , della mia creatività , del mio ingegno e di quello dei miei amici con i quali amo passare le giornate in maniera illimitata , senza risparmio.
Voglio risparmiare invece quelle risorse come l'energia , l'acqua e la terra che sono limitate e comunque non solo mie.
Non amo il denaro ma mi serve , devo pagare un mutuo, le bollette , il gasolio e i miei figli vanno a scuola .
 
Mettiamoci tutti insieme a pensare a come poter ottenere dei prodotti sani consumando le risorse in modo più corretto possibile ,
guadagnando quello che riteniamo giusto .
 
a presto G.
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MessaggioTitolo: Re: Crisi economica e prezzi dei nostri fornitori   Mer Lug 11 2012, 00:51

Ciao da g', gassista alle prime armi.

Premetto che la spesa la faccio solo per me e non sono un mangione, quindi ho consumi ridotti rispetto alle famiglie. Ma anche entrate ridotte.

Procedo per punti, che mi trovo meglio.
1-il fatto che i prezzi vadano esposti è giustissimo.
2-se non capisco male si lamenta il fatto che i prezzi siano cari. A mio avviso prima di fare il conto in tasca ai produttori, bisognerebbe farli in tasca propria, o almeno si dovrebbe procedere in modo parallelo. E così procedo. All'interno del nostro gas mi pare che solo una persona lamenta problemi economici che gli impediscono di "acquistare come desidererebbe". Per il resto nessun altro ha manifestato questo problema. Quindi usando una logica consequenziale ne deriva che:
-o altri hanno tali problemi e non li esprimono;
- o i prezzi ci stanno bene.
Personalmente confesso che sono entrato nel gas principalmente perchè fare la spesa a "Natura sì" era diventato insostenibile. Devo ammettere che una volta dentro al gas ho conosciuto e apprezzato una serie di valori (che il gas sostiene) che vanno oltre il risparmio. E adesso riconosco che tali valori.....hanno un prezzo.
Perciò mi pare che all'interno del nostro gas non si lamenti un problema di prezzi cari.
3-se non capisco male il problema dei prezzi è stato posto anche in relazione al fatto che il mercatino alla bibliotecanova non stà decollando come auspicato.
Se fosse così, mi e vi chiedo quanto è stato pubblicizzato il mercatino alla bobliotecanova???
Per "rubare" clienti ai vari supermercati presenti del quartiere (coop, esselunga, natura sì e fresco in città anche se non è paragonabile ai precedenti, penso io) ci vuole una massiccia opera di volantinaggio (o altri metodi di pubblicizzazione). Sottolineo massiccia perchè:
- ho fatto per un pò il lavoro di volantinaggio e i risultati (visti anche i tempi di crisi) non sono poi così eclatanti.
- i vari supermercati citati prima c'invadono di pubblicità, quindi se vogliamo """combatterli""" dobbiamo usare, più o meno e per quanto ci è possibile, le armi che anche loro adoperano.
4- noi umani abbiamo la tendenza naturale a lamentarsi sempre, e di tutto. Io personalmente stò vivendo la crisi e stò prendendo le dovute contromisure. Però vi posso garantire che prima di risparmiare sul cibo taglierò su tutto il resto. Anche perchè, egoisticamente parlando, ciò che investo (sostenendo costi maggiori) oggi nel cibo me lo troverò un domani come guadagno in salute. Voglio sperarlo.

ciao da g'
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silvia.p

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MessaggioTitolo: Re: Crisi economica e prezzi dei nostri fornitori   Mer Lug 18 2012, 16:11

Ciao,

anche io ho una brevissima esperienza di acquisto tramite Gas.

Ho avuto la stessa percezione di Giò riguardo alla sensibilità ai prezzi all'interno del nostro Gas: non è molto alta e mi sembra che tutti noi prediligiamo la qualità anche a costo di pagare qualcosina di più.

Comunque credo che i Gas siano un polo di acquisto abbastanza 'elitario', mentre il mercato come la Fierucola o Agrikulturae penso che dovrebbe avere una clientela più allargata. In questo caso la questione del prezzo diventa credo abbastanza cruciale. Penso che sia importante la trasparenza del prezzo e cercare di mantenere il prezzo più basso possibile, sempre nelle possibilità del guadagno minimo del produttore.

Chi trova i prezzi al mercatino troppo alti forse li sta confrontando con i prodotti coltivati 'industrialmente'... Ma probabilmente è impossibile produrre in maniera biologica agli stessi costi della produzione 'industriale'.

L'idea di fare dei prezzi scontati in caso di abbondanza di un prodotto sarebbe senz'altro molto buona e attirerebbe le persone...

Silvia
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